Ristrutturazione da villa ad albergo

Oggetto di accurati interventi di restauro, da tempo abbandonata, la villa cinquecentesca ora è un magnifico albergo.

Un soggiorno da sogno nella zona della Valpolicella, alle porte di Verona, dove alla bellezza del paesaggio si coniuga la possibilità di sostare in una storica villa ristrutturata che conserva i tesori di una collezione d’arte contemporanea, oltre a suppellettili e complementi d’arredo firmati da grandi designer.

L’esterno di Villa Amistà

E’ il Byblos Art Hotel ricavato dalla ristrutturazione della storica Villa Amistà con facciata cinquecentesca disegnata dall’architetto Michele Sanmicheli. L’edificio presenta varie e suggestive prospettive, dal corpo centrale, alle torri, al parco con fontane, inclusi la piscina e il Centro Benessere.

Stanze da sogno in una villa storica

Circa sessanta stanze e suite di varie dimensioni e con caratteristiche diverse sono state ricavate all’interno del complesso. Tra queste c’è anche una suite presidenziale e alcune suite speciali, le Wunderkammer, le stanze delle meraviglie, arredate con una cura particolare dove si trovano opere d’arte di pregio. Anche l’originario sottotetto è stato recuperato e adibito a zona notte, suddiviso in stanze complete di ampi bagni e dotate di ogni comfort.

Oggetti di design in una villa antica
Oggetti di design in una villa antica

Illuminazione naturale grazie alle finestre per tetti

La struttura originaria è stata attentamente conservata in parallello all’esigenza di limitare il più possibile l’utilizzo di elementi illuminanti artificiali a favore della diffusione della luce naturale. Infatti nel tetto sono state create delle aperture per permettere l’ingresso della luce controllata da tende interne che garantiscono agli ospiti dell’albergo un ambiente ideale per il riposo e il relax.

Finestre per tetti per illuminare le stanze
Finestre per tetti per illuminare le stanze

In fase progettuale è stato studiato ogni minimo dettaglio: sono state utilizzate finestre per tetti idonee che hanno permesso di mantenere inalterata la sagoma del tetto grazie a inserimenti coerenti con quest’ultimo. Inoltre, sono stati utilizzati serramenti con comandi elettrici per azionare comodamente l’apertura/chiusura delle finestre per tetto, come anche la regolazione delle tende in funzione delle esigenze dell’ospite nelle diverse ore del giorno. Le finestre sono state ulteriormente dotate di sensore per la chiusura automatica in caso di pioggia.

Mix di stili: rielaborazione dello stile cinque-settecentesco in chiave moderna

Ogni dettaglio è stato curato: tutto l’arredamento dell’albergo è basato su una formula che vede convergere fra loro diversi generi figurativi. Partendo da una sapiente rielaborazione degli arredi, delle stoffe e dei tendaggi in stile, si è focalizzata l’attenzione in particolare sulla ricerca cromatica, in modo da interpretare in chiave contemporanea l’iconografia cinque-settecentesca, ispirata anche alle vedute di interni della pittura veneta.

Rielaborazione degli stili nelle stanze
Rielaborazione degli stili nelle stanze

Ovunque mobili, lampade e oggetti di famosi designer selezionati, in modo da costituire una vera e propria collezione, a partire dalle posate di Gio Ponti, fino a Eero Saarinen, ai tavoli in legno di Frank Lloyd Wright e alle sedie di Aldo Rossi per la cantina. Come in una sorta di museo, ogni elemento è accompagnato da una didascalia che permette di scoprire a ogni angolo nuovi preziosi dettagli.

Arredamento come scenografia di una collezione di arte contemporanea

Infine la presenza non solo nelle zone comuni, ma anche nelle stanze, di una raffinata collezione di arte contemporanea, frutto della passione del proprietario e di sua figlia: opere di Anish Kapoor, Vanessa Beecroft, Giulio Paolini, Mimmo Rotella, Sol Lewitt, Beatriz Millar, David Tremlett, Jean Michel Othoniel, Sandro Chia, Arnaldo Pomodoro, Takashi Murakami, tanto per citarne alcuni. L’attento accostamento di questi disparati elementi visivi trasforma il progetto di arredamento in un’affascinante scenografia, in un preciso meccanismo scenico e museale pensato per un’eccezionale esperienza di ospitalità.

Una collezione di opere d'arte
Una collezione di opere d’arte

L’idea è stata quella di riportare questa grande villa estiva all’immagine e ai costumi dei suoi originari splendori barocchi, introducendo l’ospite dell’albergo in un’esperienza “agreste neo-barocca”, giocata fra antico e futuro.

Alcuni dei mobili e degli oggetti più significativi disegnati per l’albergo (sedie, cuscini, stoffe, argenti, candelabri, piatti, tazze, il mobile Bar-TV) faranno parte della collezione “Villa Amistà ” che l’ospite potrà acquistare in esclusiva.

foto autore
Silvia Torneri

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I commenti degli utenti

nigroluana
Visioni da favola, luci che creano regni nuovi. Meravigliose queste immagini Rispondi
alberto2
Beh, io ci son stato e non la definirei esattamente "povera"... :D De gustibus non est disputandum! Rispondi
fededzt
povera villa. Rispondi

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