Mansarda loft: la riscoperta di un sottotetto a Milano

Il progetto riguarda la ristrutturazione e l’ampliamento dell’ultimo piano di un elegante palazzo milanese dei primi del ‘900. Si tratta di un appartamento di 80 metri quadrati che diviene l’opportunità per investigare il concetto di spazio libero, unitario, all’interno di un contesto fortemente definito.

Il vero lusso al giorno d’oggi è infatti lo spazio e la sua estensione, che diventa variabile a seconda del cambiamento di configurazione con pareti scorrevoli all’interno, come avviene nell’estetica giapponese e nelle case shoji in cui lo spazio interno è continuamente mutevole a seconda del suo utilizzo.

Il progetto di Arcoquattro Architettura si sviluppa affrontando il tema della definizione del volume interno di un elemento edilizio, ricercando modalità di intervento finalizzate a recuperare una serie di ambienti esistenti e a sviluppare uno spazio ampio e fortemente identificabile, migliorandone le prestazioni energetiche.

Una casa che racconta una storia

Gli arredi, di notevole eleganza, sono eterogenei e, così come gli oggetti disposti all’interno e le ampie librerie che scolpiscono le pareti, raccontano la storia, il vissuto dei proprietari. La casaè così il frutto di un ulteriore equilibrio, quello tra i progettisti (con il loro disegno) e i clienti (con i propri arredi e gli oggetti che sono memoria di una vita).
Spesso case disegnate e arredate divengono anonime e disumanizzanti, frutto di un’azione solipsistica. Il percorso di Arcoquattro Architettura è invece diverso, molto più raffinato e attento, sempre in grado di conciliare la propria volontà plastico espressiva con le volontà del cliente, il proprio vissuto e la memoria dei propri oggetti, componenti o arredi.

Uno spazio fluido

La residenza si sviluppa funzionalmente su due livelli, il principale in cui gli ambienti interni sono definiti da arredi e pannelli scorrevoli, enfatizzando l’idea di uno spazio fluido, libero e plasmabile a seconda delle necessità, e quello secondario come zona di lavoro, relax o camera per gli ospiti.
La scelta progettuale di uno spazio loft, unitario e non parcellizzato risponde alla necessità di stimolare chi abita una casa attraverso lo spazio e la sua magia anziché dividere, come avviene quasi sempre, in celle i luoghi dove si vive. Come un grande ventre materno questa casa accoglie e protegge, diventa un microcosmo urbano, un luogo di pace dopo la frenetica vita della giornata lavorativa milanese. Ed è proprio nella dilatazione degli spazi, nel dislivello fra il piano e il soppalco, che l’esperienza di chi utilizza questo immobile diviene speciale e rilassante, catartica rispetto al mondo esterno; un po’ come se ci si tuffasse in un sogno domestico fatto di materiali, geometrie, luce zenitale, oggetti di design in grado di vibrare e accompagnarci con la loro presenza viva durante i momenti non lavorativi della nostra vita.

La scala come punto centrale

I due livelli sono collegati tra loro attraverso una scala di cui si è messo in evidenza l’aggancio a terra con un basamento in calcestruzzo e la leggerezza dei gradini con una struttura scatolare metallica che si arrampica sino al livello del soppalco. I materiali utilizzati sono volutamente in contrasto: metallo e calcestruzzo (freddi e tecnologici) rispetto al legno, acero sbiancato o cedro aromatico (caldi e naturali) . Questa scelta crea un equilibrio zen generato proprio dall’accostamento fra opposti. La forma della scala è un chiaro omaggio a Luis Barragan ed è un tema molto caro ad Arcoquattro Architettura; il corrimano tubolare innestato nel blocco di cemento alla base conferisce unità scultorea alla composizione.
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Interni che ricordano una barca a vela

La scelta dei materiali, la loro composizione e la raffinata scelta di arredi e componenti per interni ci consegna un’estetica sobria e molto equilibrata, essenziale che ricorda quella di una nave a vela. Il pavimento in legno evoca proprio la tolda di un bastimento e la stessa propaggine a giardino all’esterno, con deck sempre di legno e pergola, sembra veleggiare sul cielo di Milano.
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Il soppalco come zona multifunzione

Il soppalco centrato nel volume non impedisce mai di cogliere l’unità dello stesso ed è come una sorta di tappeto volante su cui recarsi a lavorare, leggere, oppure su cui ospitare visite grazie ad un divano letto inserito dell’arredo. Tutto è disegnato su misura, ad hoc, quasi fosse un lavoro di alta sartoria.
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La luce zenitale proveniente da  finestre per tetti VELUX sottolinea la nuova profondità spaziale dell’ambiente interno.

Gli utenti possono così galleggiare all’interno del volume libero, a capanna, della concavità interna ed essere sempre in comunicazione visiva tra loro all’interno di uno spazio che continua a dilatarsi in orizzontale e in verticale.

Foto: Cristina Fiorentini

Testo: adattamento da un testo di Marco Imperadori

foto autore
Silvia Torneri

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