Come fare la raccolta differenziata in mansarda

La diffusione della raccolta differenziata e del porta a porta ha cambiato il modo di pensare i rifiuti.

Dall’unico sacchetto per tutto di qualche anno fa, si è passati alla differenziazione di quei prodotti che diventano materie prime seconde (plastica, carta, vetro e lattine), fino ad arrivare alla divisione di secco e umido.

Tutto questo ha portato a una moltiplicazione dei contenitori per la raccolta in casa, soprattutto per quella porta a porta, che consente il conferimento dei rifiuti solo in giorni prestabiliti.

Per plastica, carta, vetro e lattine possono bastare dei bidoni di plastica o metallo, magari di design, che oltre a contenere possono arredare, come Leco di Flussocreativo, che copia in grande i mattoncini Lego, o che possono essere tranquillamente messi anche in locali di servizio o in cantina.

Per quanto riguarda secco e umido vanno trovate soluzioni che devono essere sempre a portata di mano.

I bidoni per il secco di solito vengono messi sotto al lavello. A parte alcune eccezioni i rifiuti non hanno odore e possono restare chiusi nel pensile per qualche giorno. I sistemi più comodi sono integrati nei cassettoni, come il sistema di Blanco, così da riuscire a contenere più di un tipo di rifiuto, e possono essere estratti facilmente.

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Anche il bidone dell’umido deve essere vicino al piano di lavoro, così da spostare agevolmente gli scarti, ma i classici contenitori in plastica possono creare problemi di umidità e di odore. Tanto più se si è in mansarde open space, dove non è possibile chiudere la porta della cucina per risolvere, parzialmente, il problema.

In questo caso il sistema con il bidone areato può essere una soluzione per quelle zone dove i giorni di raccolta sono adeguati. Il sistema Sumus è composto da un sacchetto in carta fatto al 100% in carta riciclata e da un cestello aerato. In questo modo non si hanno più odori e liquami e il rifiuto perde più del 20% di peso in due giorni. Questo perché se il rifiuto organico è sufficientemente ossigenato si attiva il processo di compostaggio, il rifiuto contenuto nel cestino si scalda (arriva anche a 45 gradi) e l’acqua, anziché percolare trascinando con sè batteri e cattivi odori, evapora. Inoltre il sacchetto di carta non decompone come quello in mater-bi e quindi contiene meglio senza rovinarsi.

Se non si riesce proprio a convivere con il bidone si può pensare a un disidratatore, che toglie tutta l’acqua dall’umido, lo essica e elimina tutti gli odori. Inoltre si possono usare i residui per concimare le piante di casa. Con Loofen si ottiene una riduzione di circa l’80% del peso dei rifiuti destinati alla raccolta differenziata, una riduzione del volume medio che varia dal 50% al 75% a seconda del tipo di rifiuto, eliminazione totale dei batteri, eliminazione totale degli odori tipici del cibo che marcisce, a fronte di un consumo pari a una vecchia lampadina a incandescenza.

Questa soluzione è perfetta per chi ha una mansarda senza balconi e per evitare che, soprattutto nella stagione calda, ci siano odori e animali che girano intorno al bidone.

foto autore
Stefania Girelli

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