Certificazione per l’efficienza energetica degli edifici

La certificazione energetica degli edifici serve a quantificare i costi e i consumi di un edificio per risparmiare sulle bollette e salvaguardare l'ambiente.

Il settore energetico sta vivendo numerosi cambiamenti. Il continuo aumento della domanda di energia ha messo in luce due aspetti preoccupanti: l’impatto ambientale e la tendenza a un rialzo continuo dei prezzi dell’energia, anche a causa di un sistema basato principalmente su petrolio e gas.

Una forte attenzione in questi ultimi anni è stata posta all’aumento dell’efficienza energetica, spinta da incentivi sulle fonti rinnovabili e bonus sulla riqualificazione energetica degli edifici. Nonostante questi sforzi normativi a promuovere l’energia pulita, l’Italia ha rinnovato in media appena l’uno per cento l’anno del suo stock edilizio sfruttando le detrazioni del 55-65%.

I litri di gasolio o kW di energia elettrica risparmiati sono la risorsa più economica e pulita che possiamo utilizzare. E le nuove normative italiane, che recepiscono le direttive europee, prevedono che dal 1 gennaio 2021 tutti gli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni importanti dovranno essere ad energia quasi zero.

Dimezzare le spese

Cosa significa efficienza energetica? Quanto consumano mediamente gli edifici italiani? Fino a qualche anno fa nessuno si poneva queste due semplici domande nel momento in acquistava la sua abitazione.

Ecco qualche numero. In Italia ci sono 30 milioni di abitazioni per tre miliardi di metri quadrati. Metà di questi edifici è stata costruita prima del 1976 e brucia in media 160-220 kWh l’anno per metro quadro.
Considerando un costo medio del metano di 0,90 euro/m³ possiamo dire che un “vecchio” appartamento di 100 metri quadrati consuma almeno 1440,00 euro all’anno solo di riscaldamento e acqua calda sanitaria.

Secondo gli obiettivi europei del 2020, riqualificando il 20% del patrimonio immobiliare italiano residenziale, il risparmio energetico cumulato arriverebbe così a 30.000 GWh (46 kWh/m2).

La classe energetica della casa

La certificazione energetica dei fabbricati è forse la novità più importante nel mondo dell’edilizia negli ultimi anni.
Gli edifici devono essere dotati di un certificato energetico (ora Ape, Attestato di Prestazione Energetica) che dichiara quanto consuma ogni metro quadrato dell’edificio all’anno.
In altre parole tutti gli edifici devono essere dotati di una pagella del tutto simile a quella degli elettrodomestici dove viene indicata la classe energetica e conseguentemente l’aspettativa di consumo massimo.

La certificazione energetica nasce con lo scopo di affermare sul mercato una tipologia edile ad alta efficienza da applicare ad ogni tipologia di edificio. Il volano, per investire finalmente sulla sostenibilità, è fornito dagli utenti finali che grazie alla pagella energetica sono finalmente in grado di capire e scegliere il prodotto migliore sul mercato.

Edifici sempre più efficienti

Per le nuove costruzioni, dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, almeno il 50% dell’acqua calda deve essere generata da una fonte rinnovabile, scegliendo ad esempio l’installazione di pannelli solari termici. In questo stesso intervallo di date, il 35% dell’energia totale (riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria) deve essere coperto da fonti rinnovabili. Questa percentuale salirà al 50% a partire dal primo gennaio 2017.

Gli edifici del futuro, secondo il recepimento della direttiva europea 2010/31/UE, dovranno essere a energia quasi zero e quasi tutto il fabbisogno energetico dovrà essere coperto da energie rinnovabili.

foto autore
Silvia Torneri

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I commenti degli utenti

edvige
domanda: e' possibile fare un cappotto alla casa se si aumenta di 5 cm l'ingombro verso la strada? ed anche: allargare il tetto verso i vicini e' possibile? se si mi sapete dire a quale normativa devo fare riferimento,abito in provincia di Milano millegrazie Rispondi

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