Piano Casa Veneto 2050: come funziona e cosa puoi fare oggi

Ecco la normativa e le opportunità concrete su vuoi ampliare o riqualificare la tua mansarda in Veneto, per migliorare il comfort abitativo e la luce naturale.
In questo articolo parliamo di:

Il Piano Casa Veneto 2050 è il nome con cui è conosciuta l’ambiziosa Legge Regionale 14 del 2019 che fissa obiettivi fino al 2050 per la rigenerazione urbana e il contenimento del consumo di suolo. L’obiettivo è favorire il recupero degli edifici esistenti e la riqualificazione dei centri abitati, limitando le nuove costruzioni. E’ consentita anche la sopraelevazione per creare la mansarda dei tuoi sogni.

Cosa prevede il Piano Casa Veneto 2050

La Legge Regionale 14/2019 ha l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile per tutti gli attori del territorio: per i tecnici presenta procedure più semplici e criteri chiari, per i Comuni diventa uno strumento per pianificare meglio, ridurre il consumo di suolo e riqualificare le aree degradate. Per i cittadini questa norma promuove il recupero degli edifici con premi volumetrici fino al 60% puntando a migliorare le case dal punto di vista energetico e sismico. Nel prossimo paragrafo approfondiremo questo fondamentale aspetto.

Ampliamenti e sopraelevazioni: cosa si può fare e come

Qualsiasi proprietario di immobile può fare un ampliamento in Veneto, l’importante è che l’edificio sia esistente alla data del 6 aprile 2019, giorno di entrata in vigore della Legge. L’area di intervento deve essere in Zona Territoriale omogenea propria, e deve essere urbanizzata (con strade e servizi infrastrutturali).

Gli interventi di ampliamento possono essere realizzati in aderenza all’edificio principale, in sopraelevazione (creando una mansarda ex novo) oppure recuperando un volume esistente come un portico o un garage, si può inoltre recuperare e rendere abitabile un sottotetto. Non si può creare un ampliamento del tutto autonomo e distaccato dal corpo principale.

La percentuale di aumento volumetrico dipende da vari fattori, cumulabili tra loro, che consentono un aumento fino al 60%.

In dettaglio è possibile aumentare del 15% se si porta l’ampliamento in classe A1 usando anche fonti rinnovabili, un ulteriore 25% di aumento è previsto in proporzione a quanto previsto dall’allegato A (specifica vari requisiti tecnici, alcuni interventi tecnici valgono un +5 %, altri +10 %, altri +15 %). Infine un ulteriore 20% è previsto utilizzando il CER, acronimo di Credito Edilizio da Rinaturalizzazione, una capacità edificatoria riconosciuta dal Comune quando si demolisce un manufatto incongruo e si rinaturalizza il suolo, ripristinandone la permeabilità naturale.

La valorizzazione di ambienti ampliati come sottotetti o sopraelevazioni richiede soluzioni per illuminazione e ventilazione naturale, in linea con gli standard abitativi e ambientali. Le finestre VELUX nelle soluzioni combinate e affiancate portano luce naturale e aria fresca, migliorando il comfort e aggiungendo valore al nuovo spazio. Se il tuo ampliamento ha un tetto piano, VELUX offre una gamma di finestre per tetti piani adatte a tutti i progetti.

Il Piano Casa Veneto 2050 prevede semplificazioni per Comuni e professionisti, ai cittadini consente aumenti volumetrici fino al 60% proporzionalmente al tipo di interventi ecosostenibili e volti all’uso di energie rinnovabili.

Sottotetti e comfort abitativo: cosa cambia con Veneto 2050

Con Veneto 2050 aumentano le opportunità di recupero dei sottotetti e degli ambienti marginali. La legge definisce criteri minimi per l’abitabilità, specificando valori obbligatori di altezza, superficie e aerazione, così da garantire comfort e vivibilità. L’altezza utile media per i locali abitabili deve essere di almeno 2,40 metri in pianura e 2,20 metri in zone montane; l’altezza minima utile per i locali abitabili è fissata a 1,60 metri in pianura e 1,40 metri in zone montane.

La superficie minima netta va calcolata al netto delle murature, in deroga all’articolo 26 del regolamento edilizio tipo regionale.
Il rapporto aeroilluminante richiesto è di 1/16 della superficie calpestabile per garantire adeguata ventilazione e illuminazione naturale.

Questi parametri sono stabiliti dalla Legge Regionale 51/2019 (Veneto 2050) e successive modifiche, come la Legge Regionale 6/2025, che hanno introdotto deroghe specifiche per favorire il recupero dei sottotetti a fini abitativi. Ricordiamo che è fondamentale verificare le disposizioni del regolamento edilizio comunale, poiché possono esserci ulteriori specifiche o limitazioni a livello locale.

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Crediti edilizi da rinaturalizzazione (CER): come funzionano

I Crediti Edilizi da Rinaturalizzazione (CER) sono strumenti introdotti per incentivare interventi sostenibili. L’idea di fondo è semplice: se contribuisci a liberare spazi da costruzioni incongrue e a “restituirli” alla natura – creando tetti verdi, giardini pensili o superfici permeabili – ottieni crediti edilizi spendibili per futuri interventi edilizi.

Come primo passo, il Comune identifica edifici o aree che non rispondono più alle esigenze urbanistiche o che hanno impatti ambientali negativi, in seguito l’edificio fatiscente / inutilizzato viene demolito e l’area riconvertita a verde, superfici permeabili o spazi pubblici fruibili, infine l’area rinaturalizzata genera crediti proporzionali alla superficie recuperata, alla qualità ecologica dell’intervento e alla posizione urbanistica.

finestra sulla scala

Modifiche 2021-2025: cosa è cambiato per i Comuni

Con la Legge Regionale 27/2021, i Crediti Edilizi da Rinaturalizzazione (CER) in Veneto hanno subito importanti aggiornamenti, pensati per dare più flessibilità ai Comuni e ai progettisti.

Ora anche i Comuni privi di Registro Comunale Elettronico dei Crediti Edilizi (RECRED) possono procedere con la generazione dei crediti semplicemente attraverso varianti urbanistiche, senza dover attivare un registro elettronico.

La Legge concede maggiore autonomia nella pianificazione urbanistica, permettendo di attribuire i CER in modo più flessibile e di usarli anche per interventi di rigenerazione urbana in aree prima non previste. L’obiettivo resta la rinaturalizzazione, ma viene affiancato un chiaro allineamento agli standard di sostenibilità e rigenerazione, promuovendo spazi verdi, edifici più efficienti e la valorizzazione del territorio. La durata dei crediti resta confermata fino al 2030.

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Quanto dura il Piano Casa Veneto e cosa succede dopo il 2050

Il Piano Casa del Veneto mantiene la sua validità fino al 2050, garantendo un orizzonte lungo per pianificare interventi di rigenerazione urbana e rinaturalizzazione senza scadenze imminenti. Questo significa che i crediti edilizi possono essere generati e utilizzati nel tempo, offrendo ai Comuni e ai privati ampie possibilità di progettazione. Rimane indispensabile seguire l’iter autorizzativo previsto per ogni singolo intervento, assicurando che demolizioni, rinaturalizzazioni e nuove costruzioni rispettino le norme urbanistiche, ambientali e di sicurezza.

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