Il fascino di un edificio antico

Tutto il fascino di un edificio antico. Soluzioni attuali che privilegiano gli spazi aperti e l'affaccio verso l'esterno.

Nella zona storica di Monza, dove la città lascia il posto alla verde Brianza, il fiume Lambro s’insinua nelle vie acciottolate regalando scorci di antica memoria.

L’architetto Michela Genghini ha progettato la ristrutturazione di un mulino dei primi dell’Ottocento, trasformandolo in una singolare residenza su due livelli. Al primo livello trova posto la zona giorno con cucina e due living, una lavanderia e una zona ospiti. Caratteristica del primo living è la forma della sua pianta che ricorda quella di uno scafo.

Un mulino diventa un’abitazione

L’edificio, nato appunto come mulino, ha una struttura particolare creata per assecondare il passaggio del fiume che un tempo ne lambiva entrambi i lati dove erano posizionate le pale. La sua estremità aveva funzione di spartiacque.

La doppia esposizione è stata sapientemente sfruttata sia per beneficiare della luce naturale per tutta la giornata, sia per valorizzare la visuale esterna sul fiume Lambro e sui tetti del centro di Monza. La struttura originaria è stata parzialmente recuperata; sono stati infatti mantenuti i muri perimetrali e quelli portanti. L’architetto ha privilegiato gli spazi aperti, alcuni delimitati da una semplice parete di vetro; per questo motivo anche la cucina si caratterizza come un cubo ricavato all’interno della zona giorno.

Impianti invisibili: pareti radianti per scaldare e rinfrescare

Nell’abitazione non vi sono i radiatori; la scelta è stata quella di utilizzare delle pareti radianti in alternativa al riscaldamento con termosifoni. La prima ragione di tale scelta è funzionale in quanto le pareti radianti consentono di distribuire molto meglio il calore all’interno dell’abitazione. Il secondo motivo è puramente estetico: i radiatori in molti casi vincolano le scelte d’arredamento.

La particolarità di questo impianto è che può essere usato anche durante la stagione estiva per il rinfrescamento. Per realizzarlo è stata costruita una controparete in cartongesso lungo tutto il perimetro murale che nasconde la serpentina delle tubazioni. Questo sistema è esteso ai due livelli dell’abitazione: anche al piano superiore, nella mansarda, tutto il sistema è nascosto nei muri.

Living al primo piano illuminato da finestre per tetti

L’altro spazio living, al primo piano, è un ambiente a doppia altezza su cui si affaccia un ballatoio dove è inserita la libreria che si articola seguendo le pendenze del tetto. Interessante è l’effetto dell’illuminazione zenitale proiettata nel locale alla quota inferiore attraverso l’inserimento della finestra per tetti.

A parità di superficie, da una finestra per tetto entra più del doppio della luce di una finestra in verticale. Inoltre, la sua funzione è fondamentale per migliorare la ventilazione naturale dei locali. L’aria calda sale verso l’alto ed esce dalla finestra per tetto mentre l’aria fresca entra dalle finestre in verticale. In questo modo si facilita il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva con conseguente risparmio d’energia.

Il secondo piano in mansarda

Il secondo piano, ricavato dall’originario sottotetto, ha un’altezza inusuale. Al momento del restauro, la casa è stata completamente svuotata e le solette sono state realizzate ex novo. Considerando che il piano sottostante era molto alto, l’architetto ha avuto la possibilità di abbassare l’ultima soletta e di ottenere un volume più abitabile nel piano mansardato. Questa soluzione è frequentemente adottata in molti edifici storici delle città italiane.

La struttura del tetto è stata realizzata in legno lamellare di abete con pacchetto ventilato a doppia camera e con un sistema “a spinta” in sostituzione dei pilastri. L’ambiente è totalmente privo di tramezze: il progetto si è basato su un’idea di fluidità degli spazi. La pianta è stata studiata come una sequenza di ambienti che si susseguono senza interruzioni mediante il loro incastro e sovrapposizione. Si ottiene così un alternarsi di prospettive e piani visivi che consentono alla luce di essere veicolata tra gli ambienti, restituendo una continuità planimetrica.

A parte la vetrata che si affaccia sul terrazzo, non ci sono finestre in verticale. Sono state utilizzate esclusivamente finestre per tetti che oltre a dare una qualità e una quantità di luce maggiore rispetto alle finestre verticali, permettono di allargare la vista verso il cielo dando una sensazione di estensione del volume.

foto autore
Silvia Torneri

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