Un vecchio deposito trasformato in atelier

Un piccolo deposito dismesso diventa l'atelier creativo di una coppia di artisti. Un ambiente minimale, dove protagonista è la luce.

L’atelier Posehuset è un piccolo edificio di appena 25 metri quadrati che un tempo veniva utilizzato come deposito, che sorge in una zona residenziale alle porte della città di Farum, in Danimarca.

Oggi, dopo i lavori di recupero, è diventato il laboratorio, luogo di lavoro e ispirazione, di una coppia di artisti, impegnati nel campo della produzione musicale e teatrale, che risiedono nel vicino cottage.

L'atelier all'interno
L’atelier all’interno

Posehuset significa “la casa delle borse”, in quanto la precedente proprietaria del deposito e del vicino cottage, era un’eccentrica collezionista di borse.

Il progetto di recupero

Il progetto è nato dalla necessità di maggiore spazio per l’attività lavorativa dei due padroni di casa, che hanno scelto di trasformare il deposito in disuso, trasformandolo in uno spazio da utilizzare per i loro progetti.

I due proprietari si sono rivolti a un team di professionisti, esperti di illuminazione naturale, architetti e ingegneri, per sviluppare un edificio adatto ad ospitare la loro attività lavorativa.

Fin dall’inizio, l’idea di fondo è stata quella di costruire una struttura prefabbricata comprensiva di tetto, un modulo unico da inserire all’interno delle mura esistenti del vecchio edificio, dopo averlo completamente scoperchiato.

Le vecchie mura di mattoni sono rimaste, a testimonianza del passato dell’edificio e sono state lasciate intatte anche le porte e le finestre originali, diventate poi cieche, perché chiuse dall’inserimento della struttura.

Finestre sul tetto per illuminare
Finestre sul tetto per illuminare

Visto dall’esterno, il nuovo atelier sembra un prisma che fuoriesce dalla vecchia struttura; la sua linea moderna crea un originale contrasto con i materiali più classici dell’edificio esistente.

Illuminazione e acqua calda dal tetto

Un ruolo particolarmente importante all’interno del progetto è svolto dal tetto dell’edificio, all’interno del quale sono state inserite tre finestre per tetti elettriche, apribili grazie a un semplice telecomando, unici punti luce dell’atelier, oltre alla porta vetrata.

La luce proveniente dalle finestre illumina il piccolo ambiente, limitando la necessità di utilizzare la luce artificiale.
Grazie all’inserimento di alcuni specchi sulle pareti dell’atelier e su una parte del soffitto, gli spazi risultano dilatati e la luce si riflette creando piacevoli giochi.

La luce naturale riflessa dagli specchi e la sobrietà della stanza, completamente priva di arredi, creano uno spazio versatile e multifunzione, perfetto per le attività che è destinato ad accogliere.

Lo specchio sulla parete dilata lo spazio
Lo specchio sulla parete dilata lo spazio

Sulla falda del tetto rivolta a sud sono stati installati due collettori solari termici VELUX per la produzione di acqua calda per il riscaldamento a pavimento.

foto autore
Silvia Torneri

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