Piano Casa Marche 2026
Il “Piano Casa Marche” non esiste più come normativa specifica autonoma, ma è stato assorbito e prorogato dalla Legge urbanistica regionale marchigiana “Norme della pianificazione per il governo del territorio” entrata in vigore il 1° gennaio 2024, che mantiene le deroghe del precedente Piano Casa, permettendo ai Comuni di autorizzare aumenti di volume fino al 20% in deroga ai Piani Regolatori. In un contesto più ampio di riforma edilizia regionale è stato assorbito anche il “Salva Casa” nazionale del 2024. Ecco i dettagli nei prossimi paragrafi.
La Legge Regionale 1/2024 proroga il Piano Casa Marche
La L.R. 1/2024 è stata possibile grazie all’Accordo tra Regione Marche e Ministero della Cultura, come previsto dalla stessa legge sul governo del territorio. E’ consentito ai Comuni di autorizzare interventi edilizi in deroga al piano regolatore generale, con un incremento fino al 20% della volumetria dell’edificio, previa deliberazione del Consiglio comunale. E’ da evidenziare che si tratta di una deroga pluriennale, con l’obiettivo di entrare a regime nel momento in cui tutti i Comuni approveranno i PUG (Piani urbanistici generali). Fino a quel momento la deroga consente di portare avanti le attività legate al Piano Casa su tutte le parti del territorio, tranne i centri storici.
La norma regionale, dal 1° gennaio 2024, prevede un periodo transitorio da dodici a quarantotto mesi per l’approvazione dei nuovi piani proposti dalla Legge e di dodici mesi per l’approvazione del nuovo Piano Paesaggistico Regionale (PPR). In questo periodo i Comuni potranno valutare in piena autonomia gli interventi di riqualificazione in deroga nel rispetto dei contenuti della normativa marchigiana, che costituisce il riferimento indispensabile per dare attuazione a tali deroghe.
Gli interventi dovranno garantire il miglioramento della qualità della costruzione, rispettando il contesto circostante e armonizzandosi con gli edifici vicini in termini di numero di piani, materiali, tipologia. L’obiettivo della normativa, così come dei “vecchi” Piani Casa, è di riqualificare il patrimonio esistente e di contrastare il disagio abitativo.
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Contatta un rivenditore VELUXDove si può applicare il Piano Casa delle Marche
L’articolo 3 della normativa marchigiana L.R. 1/2024, dedicato alla disciplina di applicazione, chiarisce in quali parti del territorio regionale gli interventi edilizi in deroga devono essere valutati sulla base dei criteri fissati dall’accordo tra Regione e Ministero della Cultura. Il principio seguito dalla Regione Marche è quello di un’applicazione selettiva delle regole più restrittive, limitata alle aree considerate più sensibili dal punto di vista urbanistico e paesaggistico.
In particolare, la verifica di conformità ai contenuti dell’accordo è richiesta esclusivamente per gli interventi in deroga che ricadono nelle zone territoriali omogenee B ed E. Si tratta, da un lato, delle zone B, già urbanizzate e consolidate, spesso collocate a ridosso dei centri storici, e dall’altro delle zone E, agricole, che incidono in modo diretto sulla tutela del paesaggio rurale. In questi ambiti, quindi, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni o interventi di recupero ammessi in deroga devono essere preventivamente valutati alla luce dei criteri condivisi a livello regionale e ministeriale.
Diverso è il caso delle zone A, corrispondenti ai centri storici, dove la norma esclude in modo netto la possibilità di realizzare interventi in deroga. In queste aree non si pone quindi un problema di applicazione della norma, poiché la deroga urbanistica non è consentita in partenza, a tutela del valore storico e architettonico del tessuto edilizio esistente.
Nel resto del territorio comunale, infine, la disciplina risulta più flessibile. Al di fuori delle zone A, B ed E, gli interventi in deroga previsti dalla normativa regionale continuano a essere regolati dalle disposizioni urbanistiche ordinarie e dai vincoli eventualmente presenti. Ne deriva un quadro differenziato, che concentra le maggiori cautele nelle aree più delicate e consente invece procedure più semplificate nelle parti del territorio meno sensibili.
Dal 1° gennaio 2024 la Regione Marche applica una normativa che aggiorna i parametri urbanistici superando il Piano Casa, ogni Comune dovrà poi approvare i propri.
Regione Marche e recepimento del Salva Casa
Nelle Marche, il processo di adeguamento alla normativa nazionale del “Salva Casa” (D.L. 69/2024) è stato avviato con la L.R. 4/2025, che ha aggiornato la Legge regionale sulle costruzioni in zone sismiche e ha introdotto nuove procedure per la sanatoria delle difformità edilizie, compreso il controllo a campione degli interventi e la possibilità di ottenere l’autorizzazione sismica dopo l’esecuzione dei lavori, purché rispettino le norme tecniche vigenti all’epoca di costruzione.
Inoltre, con D.G.R. 902/2025 è stata aggiornata la modulistica edilizia regionale integrandola con i moduli unificati nazionali introdotti dal Salva Casa (CILA, SCIA, permessi di costruire e titoli specifici per ricostruzione), e con D.G.R. 1660/2025 è stata adeguata anche la Segnalazione Certificata per l’Agibilità (SCA).
Infine, con il più recente dei provvedimenti, il D.G.R. 1783/2025 del 1° dicembre 2025, sono stati approvati indirizzi per l’accertamento di compatibilità paesaggistica in linea con le semplificazioni del Salva Casa, stabilendo ruoli e competenze di Comuni, Province e Regione nella gestione delle autorizzazioni legate alla tutela del paesaggio.
Queste novità permettono di gestire in modo più chiaro interventi di recupero e ristrutturazione, pur senza introdurre incentivi volumetrici o ampliamenti tipici di un Piano Casa.






