Piano Casa Toscana 2026

Il "vecchio" Piano Casa Toscana, dopo anni di rinnovi, è scaduto nel 2022, ora ci sono varie norme e un progetto di finanziamenti regionali che facilitano il recupero dell'esistente. Ecco le norme aggiornate al 2026.
In questo articolo parliamo di:

Se sogni una mansarda in Toscana, immagini subito rivestimenti in pietra, luce naturale e spazi da reinventare. Ma nel 2026, prima ancora del progetto, è fondamentale sapere che il “vecchio” Piano Casa non è più lo strumento di riferimento. Ecco le normative aggiornate.

Il Piano Casa Toscana è ancora in vigore nel 2026?

La Legge Regionale Toscana 24/2009, conosciuta come Piano Casa, per anni ha consentito ampliamenti fino al 20% della superficie utile (e fino al 35% in caso di demolizione e ricostruzione), ma aveva carattere straordinario e temporaneo. Dopo varie proroghe, questa Legge ha cessato i suoi effetti il 31 dicembre 2022 e non è stata rinnovata.

Questo significa che nel 2026 non è più possibile utilizzare le deroghe volumetriche tipiche del Piano Casa per creare nuove mansarde o ampliare il sottotetto.

Uno degli errori più frequenti è confondere il recupero del sottotetto con l’ampliamento. Il Piano Casa permetteva di aumentare il volume e quindi, indirettamente, di creare nuove mansarde. Oggi questo meccanismo non esiste più. Il recupero riguarda solo volumi già esistenti, mentre eventuali sopraelevazioni o ampliamenti devono essere previsti dagli strumenti urbanistici locali e rispettare integralmente i parametri edilizi, incluse le distanze minime del DM 1444/1968 e gli eventuali vincoli paesaggistici.

Oggi tutto dipende dal Piano Strutturale e dal Piano Operativo (ex Regolamento Urbanistico) del tuo Comune. Se il Comune prevede nel suo piano la possibilità di piccoli ampliamenti o sopraelevazioni, puoi farli, ma seguendo le regole ordinarie e non più le agevolazioni semplificate del vecchio Piano Casa. In sostanza, prima di programmare un eventuale ampliamento, devi verificare il Regolamento Comunale se consente un aumento volumetrico e, in caso positivo, quali siano i limiti (solitamente non superiori al 10‑20%).

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Tolleranze costruttive: cosa cambia

La vera novità operativa nel 2026 riguarda la gestione delle difformità edilizie, particolarmente frequenti nei sottotetti. Con le recenti modifiche del Salva Casa (Legge 105/2024, DL 69/2024), recepite anche in Toscana con la Legge Regionale Toscana 51/2025, sono state ampliate le tolleranze costruttive.

Le difformità entro determinate soglie non sono più considerate abusi edilizi. La tolleranza ordinaria è pari al 2% delle misure progettuali, ma può arrivare fino al 6% nei casi previsti dalla normativa. Dal punto di vista tecnico, questo significa che scostamenti contenuti nelle altezze interne, variazioni minime di superficie o piccoli spostamenti di elementi come tramezzi e finestre non richiedono sanatoria. Nel caso delle mansarde, dove spesso si riscontrano differenze tra progetto e stato di fatto, queste tolleranze consentono di regolarizzare molte situazioni senza interventi invasivi.

Resta comunque necessario verificare che le difformità non incidano su parametri essenziali come l’altezza minima abitabile o i rapporti aeroilluminanti. In Toscana, il recupero degli edifici esistenti si inserisce nel quadro della Legge Regionale Toscana 65/2014 sul governo del territorio, mentre i parametri tecnici e i requisiti operativi sono definiti principalmente dai regolamenti edilizi e dagli strumenti urbanistici comunali.

Per il 2026, il Piano Casa in Toscana punta su edilizia residenziale pubblica e housing sociale, mentre il recupero di case e sottotetti resta facilitato da normative regionali e regolamenti comunali flessibili.

Altezze medie e minime per il recupero dei sottotetti in Toscana

Per le mansarde c’è una norma ad hoc, la Legger regionale per il Recupero Sottotetti (L.R. 5/2010), essa prevede che per rendere abitabile una mansarda è consentita un’altezza media interna di almeno 2,30 metri per i locali abitabili (riducibile a 2,20 metri in alcuni contesti comunali), mentre l’altezza minima non può scendere sotto 1,50 metri nelle parti più basse del sottotetto. Le porzioni con altezza inferiore vengono normalmente escluse dal calcolo della superficie abitabile. Ogni Comune può prevedere valori e condizioni specifici nei propri strumenti e regolamenti.

Un altro parametro fondamentale è il rapporto aeroilluminante, che deve essere pari ad almeno 1/8 tra superficie finestrata apribile e superficie di pavimento, come previsto dalla normativa igienico-sanitaria nazionale recepita anche a livello regionale. Questo requisito incide direttamente sulla possibilità di inserire lucernari o finestre in copertura, spesso determinanti nella trasformazione di un sottotetto in mansarda.

Le tolleranze costruttive introdotte dal “Salva Casa” non consentono di derogare a questi valori, ma permettono di assorbire piccole difformità che non alterano in modo sostanziale le condizioni di abitabilità. In pratica, una lieve variazione dell’altezza media o della superficie finestrata può rientrare nelle tolleranze, purché non comprometta il rispetto complessivo dei requisiti minimi.

Piano Casa edilizia sociale in Toscana: erogati 50 milioni

Per Piano Casa in Toscana per il 2026 si intende uno stanziamento per l’housing sociale e la riqualificazione dell’edilizia pubblica. La Regione Toscana ha destinato a questo cosiddetto “Piano casa” un generoso finanziamento di circa 50 milioni di euro per tre anni.

Le iniziative includono il ripristino di alloggi sfitti, la costruzione di nuovi alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e interventi complementari al PNRR.

Le risorse saranno principalmente destinate alla riqualificazione e al recupero di alloggi popolari attualmente inutilizzati o degradati, oltre che alla realizzazione di nuovi progetti di housing sociale pensati per rispondere alle esigenze delle fasce di popolazione più fragili e delle famiglie in lista d’attesa.

In parallelo, un ruolo centrale è svolto dai Comuni, che attraverso specifici bandi disciplinano l’assegnazione degli alloggi ERP: diverse amministrazioni locali hanno già attivato o programmato aperture nel corso del 2026, con finestre temporali definite per la presentazione delle domande (in alcuni casi a partire da febbraio 2026).

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