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Silvia Torneri

Norme per realizzare un soppalco e guadagnare spazio

Perché non ripensare la propria casa in metri cubi, invece che in metri quadrati? Quando le altezze e la struttura lo permettono, si può realizzare un soppalco, aumentando lo spazio abitabile.

La maggior parte delle case e degli appartamenti si sviluppa su un solo piano.

Quando c’è bisogno di aumentare lo spazio abitabile o di ricavare una stanza in più e si hanno soffitti molto alti, la soluzione può essere quella di sfruttare tutto il volume disponibile, dividendolo su due piani e realizzando un soppalco, ovvero una zona rialzata rispetto al livello del resto della casa.

L’area ricavata sul soppalco permetterà di aumentare lo spazio disponibile e di conseguenza anche il valore della casa. Infatti, se il soppalco è costituito da una struttura fissa e inamovibile, esso va ad aumentare la superficie calpestabile dell’unità immobiliare e conseguentemente la superficie commerciale vendibile.

La sua costruzione è regolata da norme edilizie che variano da Regione a Regione e che vanno verificate con l’Ufficio Tecnico del proprio Comune di residenza.
I Regolamenti sono più o meno restrittivi, in quanto in primo piano ci sono sempre la salute degli abitanti e l’effettiva abitabilità del nuovo spazio.

Norme per realizzare un soppalco

Le norme che accomunano quasi tutti i regolamenti, sono quelle del D.M. 5 Luglio 1975 che stabilisce un’altezza minima per i locali abitabili pari a 2,70 metri che scende a 2,40 metri in caso di bagni, ripostigli, corridoi o disimpegni.
Secondo tale decreto, possono essere soppalcati solo i locali con altezza complessiva, tra pavimento e soffitto, entro i suddetti limiti d’altezza. In realtà, in molti casi, sono ammesse anche altezze inferiori, ad esempio in alcuni centri storici, in comuni montani o che si trovano oltre una certa altitudine.
Ad esempio la Regione Lombardia prevede un’altezza media di  2,40 metri sotto i 600 metri di altitudine, e di 2,10 per i locali che si trovano sopra i 600 metri, in tutti i casi l’altezza minima consentita è di 1,5 metri. La Regione Piemonte prevede in pianura un’altezza media di 2,4 metri e un’altezza minima di 1,6 metri (e 2,2 mt medi e 2 mt minimi per i servizi) mentre nei paesi montani l’altezza media scende a 2,2 metri e la minima a 1,4 metri (che scendono a 2 mt medi e solo 1,2 mt minimi nei locali di servizio).
Le normative locali stabiliscono, oltre alle altezze minime, anche:

  • quanta porzione del locale può essere soppalcata (in genere non più di 1/3 della superficie del locale, con eccezioni che arrivano fino al 50%)
  • quando il soppalco può essere chiuso o deve essere lasciato aperto verso il locale su cui affaccia, ecc.
  • La superficie minima finestrata sul soppalco che in genere non è inferiore a 1/8 della superficie del soppalco stesso (e che può variare se il soppalco è aperto e riceve luce dal locale sottostante)
  • L’altezza del parapetto, nel caso di soppalchi che si affacciano sul locale sottostante, che generalmente non deve essere inferiore a 1,10 metri.

Il progetto per la realizzazione va presentato all’Ufficio Tecnico del proprio Comune da parte di un professionista (ingegnere, architetto o geometra).
A lavori ultimati è necessario presentare documentazione all’Ufficio del Catasto, per l’aumento della superficie calpestabile e quindi della metratura.

Quali edifici possono ospitare un soppalco

In base a quanto stabilito dalle normative, non tutte le case sono adatte per ospitare un soppalco: negli edifici antichi, dove le altezze sono elevate, sarà più facile trovare le condizioni necessarie.
Più difficile sarà invece nelle case moderne, dove le altezze dei locali si aggirano di media intorno ai 3 metri.
Anche la presenza di un sottotetto, talvolta troppo basso per essere sfruttato come locale autonomo e con altezze che non rientrano nelle normative regionali per il recupero dei sottotetti, potrebbe essere la condizione ideale per realizzare un soppalco.
In questo caso, dopo aver verificato con un professionista la fattibilità e l’impatto sulla struttura, la soletta potrebbe essere abbassata o in parte demolita, creando un soppalco aperto sul locale sottostante e recuperando così superficie.
Tale intervento è una buona alternativa all’acquisto di una nuova casa, quando si ha bisogno di spazio in più.
E’ infine utile sapere che per realizzare un soppalco nel proprio appartamento non è necessario chiedere l’autorizzazione all’assemblea condominiale. E’ però consigliabile depositare presso l’Amministratore la documentazione relativa ai permessi Comunali ottenuti e la perizia del professionista chiamato in causa.
Per quanto riguarda le tabelle millesimali i casi sono due: se i millesimi sono calcolati in base alla superficie dell’appartamento, il soppalco può comportare una modifica; se invece i millesimi sono calcolati in base alla cubatura, di fatto il soppalco non comporta alcun cambiamento.

Diversi tipi di soppalco

Esistono diverse tipologie di soppalco a struttura permanente.
I soppalchi in muratura sono i più stabili e grazie allo spessore dato dalla soletta sono più adatti ad accogliere eventuali impianti idraulici ed elettrici. I tempi di realizzazione sono però piuttosto lunghi e il loro peso sulla struttura della casa potrebbe rendere necessarie modifiche strutturali.

I soppalchi in legno e in metallo sono più leggeri, sia a livello di impatto estetico, che di peso della struttura. Inoltre sono più veloci da realizzare. Per contro sono meno stabili rispetto a quelli in muratura e possono oscillare leggermente.

Organizzare il soppalco

Gli ambienti che solitamente vengono realizzati sul soppalco sono:
zona notte
con un letto basso e un guardaroba a misura
zona tv
con tappeto, divano, poltrone e una piccola parete attrezzata
palestra
con tutti gli attrezzi per l’allenamento
zona studio e lavoro
con libreria, scrivania e cassettiere
zona hobby
con l’occorrente per il fai-da-te, per la musica, per la pittura
zona relax
con una chaise longue, una libreria e uno stereo
stanza per gli ospiti
con un letto sempre pronto o un divano letto da aprire all’occorrenza
cabina armadio
con ante scorrevoli o tende, per tenere in ordine vestiti, scarpe, ecc.

Soluzioni alternative

Se l’abitazione ha soffitti alti, ma non ha le altezze minime per la realizzazione di un soppalco abitabile, è comunque possibile utilizzare lo spazio in altezza inserendo arredi soppalcati quali letti, librerie o armadi.
Tali arredi, essendo smontabili, sono considerati provvisori e non sono soggetti alle norme di legge sui soppalchi.

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I commenti degli utenti

Ramona Palmieri
Cerco un professionista su zona Napoli. Vorrei realizzare una mansarda in terrazza. Si tratta di un palazzo d 'epoca di due piani più copertura. Spero di essere contattata grazie. Rispondi
Silvia Torneri
ciao Ramona, per quanto riguarda l'illuminazione naturale della mansarda che andrai a realizzare e avere un render fotorealistico del progetto, ti consiglio di contattare il Progettista VELUX che segue la zona di Napoli compilando una richiesta clicca qui. Buona fortuna con il tuo progetto. Silvia Torneri - Redazione mansarda.it Rispondi
SABINA CASTELLANI
Buongiorno, chiedo cortesemente in merito al citato D.M. 5 Luglio 1975 dove fate riferimento alla possibilità di abbassarsi fino a 2,40 in corrispondenza anche alla cucina. Io ho consultato il d.m. sul SOLE 24 ORE ma non ho trovato la definizione "cucina ma solo corridoi, disimpegni in genere, bagni, gabinetti e ripostigli. Posso chiedere se gentilmente mi dite da dove avete ricavato tale ulteriore definizione dato che io sarei molto interessata a questo aspetto in quanto la sopraelevazione sarebbe appunto in corrispondenza della sottostante cucina e, tranne il ricontattare il Comune per le informazioni che riguardano nello specifico la Toscana, gradirei potere avere ulteriore documentazione per aiutarmi a raggiungere tale altezza. Grazie Rispondi
Silvia Torneri
Gentile Sabina, le cucine non sono in effetti citate nel decreto, che dice: "L'altezza minima interna utile dei locali adibiti ad abitazione è fissata in m 2,70, riducibili a m 2,40 per i corridoi, i disimpegni in genere, i bagni, i gabinetti ed i ripostigli". Ci scusiamo, si è trattato di un refuso che abbiamo corretto. Cordialmente, Silvia Torneri - Redazione mansarda.it Rispondi
polotti maurizio
cerco professionista in grado di assistermi in tutti i vari passaggi per restaurare un sottotetto. cordiali saluti Polotti Rispondi

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