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Piano casa Sardegna 2025: ultime notizie

Ecco le normative regionali aggiornate al 2025 sul Piano Casa Sardegna per ristrutturazioni e recupero dei sottotetti.
In questo articolo parliamo di:

Con “Piano Casa Sardegna 2025″ si intende l’applicazione di diverse norme già in vigore, tra cui il Piano Casa Sardegna 2023-24, oltre alla recente disciplina regionale che recepisce la Legge Salva Casa nazionale. Quest’ultima è stata contestata dal Governo per presunte violazioni costituzionali, ed è ancora in corso il contenzioso. Ecco i dettagli.

Piano Casa Sardegna

Il Piano Casa Sardegna attualmente in vigore è normato dalla Legge Regionale 23 ottobre 2023, n. 9, è collegato alla finanziaria e presenta disposizioni importanti su riuso edilizio, recupero di sottotetti, seminterrati e soppalchi.

Piano Casa Sardegna e recupero dei sottotetti

In Sardegna, nelle zone urbanistiche classificate come A, B, C, E e F è possibile recuperare i sottotetti esistenti per creare spazi abitabili. Questo intervento è permesso solo se il sottotetto viene adattato in modo da rispettare tutte le norme igienico-sanitarie previste per la sua abitabilità.

Per quanto riguarda l’altezza, ogni ambiente della casa deve avere un’altezza media di almeno 2,40 metri nei locali principali, come camere e soggiorni. Nei locali accessori, come corridoi o ripostigli, è possibile un’altezza minima di 2,20 metri.

Esiste una riduzione per i Comuni situati in montagna: se si trovano a più di 600 metri sul livello del mare, l’altezza minima può scendere a 2,20 metri per gli spazi abitativi e a 2,00 metri per gli ambienti accessori.

Per poter riutilizzare i sottotetti, è permesso fare alcuni interventi. All’interno degli spazi si possono spostare o aggiungere nuovi solai. All’esterno, invece, si possono aprire finestre o lucernari, ma solo se servono per garantire luce e aria sufficienti ai nuovi ambienti.

Nelle zone urbanistiche classificate come A (cioè le aree storiche o di particolare pregio), queste modifiche devono rispettare lo stile e le caratteristiche architettoniche originali degli edifici.

Per migliorare l’abitabilità senza consumare nuovo suolo, negli edifici residenziali con tetto inclinato è possibile alzare il punto di partenza interno del tetto fino a 50 cm: in pratica si può innalzare la parte più bassa del tetto inclinato, ma non si può superare l’altezza del colmo né creare una nuova pendenza del tetto oltre il 30%. Questi interventi sono consentiti solo per rispettare le norme igieniche e di abitabilità (altezza minima).

Il Piano Casa Sardegna consente il recupero dei sottotetti anche con l’innalzamento interno del tetto fino a 50 cm (senza alzare il colmo) e permette l’apertura di finestre e lucernari.

Piano Casa Sardegna e seminterrati

Secondo il Piano Casa Sardegna si possono riutilizzare i seminterrati, gli spazi aperti al piano terra (piani pilotis) e i locali al piano terra per trasformarli in abitazioni o spazi commerciali, per evitare di consumare nuovo territorio:

  • seminterrati: si possono recuperare per usi abitativi, direzionali o commerciali, ma devono avere almeno 2,40 metri di altezza e adeguata ventilazione e illuminazione, naturale o artificiale
  • piano pilotis (spazio a livello del piano terra, delimitato dai pilastri che sorreggono l’edificio, solitamente utilizzato come area di passaggio o per parcheggiare): si può trasformare in locali abitativi o commerciali solo se si recupera tutto il piano e si mantengono gli spazi minimi per i parcheggi
  • piano terra e rialzato: i locali possono diventare abitazioni, uffici o negozi se hanno almeno 2,40 metri di altezza interna.

Non è permesso il recupero di questi spazi in zone con rischio elevato di alluvioni o frane.

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Piano Casa Sardegna e creazione di soppalchi

È possibile realizzare soppalchi in quasi tutte le zone urbanistiche (A, B, C, D, E ed F), purché non compromettano la stabilità dell’edificio.

I soppalchi:

  • possono essere creati usando spazi già esistenti, come controsoffitti inutili, senza valore decorativo o strutturale
  • possono occupare al massimo il 40% della superficie sottostante e solo in locali con altezza minima di 4,10 metri, in modo da avere almeno 2,40 m al piano inferiore e 2,00 m al piano superiore.
  • tutti gli spazi devono rispettare le regole igienico-sanitarie
  • le nuove superfici rientrano nel calcolo delle finestre: nelle zone A si possono aprire nuove finestre solo se previste dai piani paesaggistici; nelle altre zone, le aperture devono rispettare lo stile originale dell’edificio
  • il soppalco deve essere arretrato rispetto alle pareti esterne e non coprire finestre o aperture esistenti
  • la realizzazione del soppalco non crea nuovo volume urbanistico e, se residenziale, non richiede nuovi parcheggi
  • se si alza un locale abbattendo parzialmente un solaio, non si ricalcola il volume dell’edificio, purché la sagoma esterna rimanga invariata.
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La Legge Salva Casa Sardegna 2025 contestata dal Governo

Con la legge n. 18 del 17 giugno 2025 la Giunta Regionale della Sardegna aveva approvato una norma che prevedeva l’applicazione locale del Salva Casa nazionale, ma in modo selettivo: ha infatti mantenuto alcune “vecchie” disposizioni che riteneva più adeguate alle caratteristiche dell’isola.

In particolare, la Regione aveva deciso di non ridurre la superficie minima degli alloggi mono‑stanza da 28 m² a 20 m², come previsto a livello nazionale, sostenendo che i 28 m² garantissero maggiore dignità abitativa.

Il Governo nazionale ha ritenuto che questa scelta vada oltre le competenze della Regione autonoma. Il 5 agosto 2025 ha così impugnato la Legge regionale davanti alla Corte Costituzionale, sostenendo che le norme introdotte violino principi fondamentali e non garantiscano uniformità su tutto il territorio nazionale.

La maggioranza regionale si dice fiduciosa nel pronunciamento finale della Corte Costituzionale, richiamando il principio di autonomia regionale, ma ad oggi non ci sono ancora novità su una sentenza definitiva.

Visto la delicatezza della materia, la normativa complessa e per alcuni aspetti ancora in fase di definizione, per lavori di ristrutturazione in Sardegna ti consigliamo di avvalerti della consulenza di un professionista qualificato ed aggiornato.

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