5 domande frequenti sul Bonus ristrutturazioni

Ecco le risposte ad alcune tra le domande più frequenti sulle detrazioni per la ristrutturazione del tuo sottotetto o mansarda.

Vuoi fare dei lavori di ristrutturazione e recupero del tuo sottotetto per ottenere una nuova e luminosa mansarda spendendo la metà grazie alle detrazioni fiscali al 50%? Ecco le risposte a 5 tra i quesiti più frequenti.

Sono un inquilino in affitto e ho fatto lavori di ristrutturazione, ho diritto al bonus?

La detrazione per la ristrutturazione spetta solo a chi sostiene materialmente la spesa: quindi non necessariamente il proprietario della mansarda ma anche se sei inquilino o comodatario. L’importante è che i bonifici delle spese detraibili con il bonus ristrutturazione siano tutte a te intestate. Nel caso in cui tu sia in affitto in mansarda, e poi cambi casa prima dei 10 anni durante i quali la norma prevede di restituirti la detrazione fiscale (sotto forma di sconto Irpef in 10 rate annuali), mantieni il diritto ad avere tutte le quote residue dell’agevolazione fiscale. In termini giuridici, la cessazione dello stato di locazione (e anche quella di comodato d’uso) non fa venire meno il diritto alla detrazione per l’inquilino (o il comodatario) che ha eseguito e pagato i lavori.

Se vendo l’appartamento in cui ho fatto ristrutturazione prima dei 10 anni, perdo i rimanenti anni di detrazione?

Rispetto alla casistica precedente, nella quale pur essendo in affitto, quindi non il proprietario, se paghi tu le spese di ristrutturazione hai comunque diritto alla detrazione per 10 anni, in questo caso, invece la Legge cambia. La detrazione per la ristrutturazione va sempre ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Nel caso in cui la mansarda ristrutturata di cui sei proprietario venga da te venduta prima dei 10 anni nei quali ratealmente avresti dovuto usufruire di tutta la detrazione fiscale, le quote residue del “bonus” si trasferiscono automaticamente al nuovo proprietario, a meno che non ci sia un accordo diverso stabilito tra te e l’acquirente durante la compravendita.

Come funziona il bonus ristrutturazioni per i condomini?

Se la tua mansarda fa parte di un condominio in cui vi sono tanti proprietari diversi, il Bonus per la ristrutturazione funziona in due modi diversi: se fai dei lavori interni alla tua mansarda, puoi richiedere la detrazione solo per lavori di manutenzione straordinaria.

Se, invece, si tratta di lavori sulle parti comuni dell’intero condominio, come la tinteggiatura esterna, il rifacimento del tetto, ecc, in questo caso rientrano nelle detrazioni sia i lavori di tipo straordinario che quelli di manutenzione ordinaria.

detrazioni 50%

Se faccio lavori di manutenzione ordinaria come il rifacimento del pavimento, ho diritto al bonus ristrutturazione?

No, la sostituzione di pavimenti rientra fra i lavori di manutenzione ordinaria, che possono fruire della detrazione solo quando sono eseguiti su parti comuni del condominio.

Fanno parte dei lavori di manutenzione ordinaria (che non puoi detrarre per la tua mansarda) i lavori di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage. Ricordiamo invece che questi stessi lavori, se eseguiti nella parti comuni condominiali, sono invece detraibili del 50% come spese di ristrutturazione.
La sostituzione dei serramenti è sempre detraibile
, qui un articolo per approfondire. 

Posso detrarre le spese dell’architetto?

Sì, puoi detrarle. Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, infatti, è possibile detrarre anche quelle per la progettazione (quindi le parcelle dell’architetto, geometra, ingegnere, ecc), in sostanza sono detraibili tutte le prestazioni professionali connesse al recupero della tua mansarda richieste dal tipo di intervento che hai deciso di fare. In tutti i casi le spese devono essere sempre tracciabili con un bonifico bancario o postale “parlante” ovvero nel quale sia compilata la causale del versamento con il riferimento alla norma sulla detrazione.

foto autore
Elena Liziero

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