Creare un soppalco in mansarda: altezze minime e permessi richiesti

Se hai una mansarda con il soffitto particolarmente alto, puoi ricavare una stanza in più creando un soppalco da sogno. Ecco come fare.

Il soppalco è una soluzione esteticamente molto piacevole e funzionale che ti consente di sfruttare tutto lo spazio di una mansarda sviluppata in altezza, creando una stanza in più senza fare sopraelevazioni o ampliamenti. Ecco le norme per poterlo realizzare.

Le normative per costruire un soppalco

Come per altri lavori edilizi, per realizzare un soppalco devi rispettare le Leggi nazionali, i requisiti minimi di abitabilità, ma poi vi sono delle regole locali che variano molto sia a livello regionale che comunale (il Regolamento Edilizio e di Igiene del Comune).

A livello nazionale, un soppalco deve rispettare queste regole:

  • altezza minima del locale dove creare il soppalco: deve essere di almeno 430-440 cm; le altezze sopra e sotto il soppalco quindi non possono essere inferiori a 210 cm, soletta compresa
  • superficie soppalcata: non deve essere superiore a 1/3 della superficie del locale, ma può arrivare fino a metà della superficie del locale quando le altezze sopra e sotto il soppalco raggiungono i 220 cm
  • superficie finestrata: non deve essere inferiore a 1/8 della superficie del locale soppalcato documentazione del progetto.
  • altezza del parapetto: nel caso di soppalchi che si affacciano sul locale sottostante, che generalmente non deve essere inferiore a 1,10 metri.

Ci sono delle Leggi regionali per il recupero dei sottotetti che, in alcuni casi, consentono altezze medie e minime inferiori per le mansarde abitabili: qui trovi un articolo con un link a ciascuna norma regionale.

Il soppalco è una soluzione esteticamente piacevole e non richiede lavori di innalzamento del tetto o ampliamento, meglio comunque affidarsi a tecnici esperti per valutare sia il modo in cui realizzarlo che le normative da seguire.

Soppalco e illuminazione

Creando un soppalco sopra alla tua mansarda esistente, per l’effetto “grotta” si va a togliere luminosità naturale che proviene dalle finestre della tua mansarda.
Ad ovviare al problema ci sono le normative anche locali, che limitano la superficie coprente del soppalco, cioè la superficie calpestabile del soppalco rispetto alla superficie della mansarda che si trova sotto al soppalco.

Poi devi verificare il Fattore Medio diurno di Luce: questo indice, stabilito dalle leggi regionali e nazionali, serve per misurare se la luce sarà sufficiente ad illuminare sia il nuovo soppalco che la “vecchia” stanza che si trova al di sotto. Prima di procedere con il lavori va quindi fatta anche una verifica da un punto di vista illuminotecnico. Se sarà necessario, puoi aggiungere nuove, belle e confortevoli finestre per tetti.

soppalco

Permessi richiesti per un soppalco

Prima di iniziare il progetto, devi verificare che ci siano le condizioni per poter fare un soppalco (anche da un punto di vista strutturale e antisismico).

Per quanto riguarda la delicata materia dei permessi, solo se userai questo spazio per depositare oggetti che non sono di uso quotidiano, diventando un ripostiglio, non è necessario richiedere un’autorizzazione al Comune. Se, invece, diventerà un luogo utile per vivere, come una camera, uno studio, un salottino, è necessario avviare un procedimento specifico che richiede dei permessi: in questo caso, il soppalco non è equiparabile a una soffitta ma ad una superficie abitabile a tutti gli effetti, che aumenterà la metratura disponibile.

Da un punto di vista normativo, il soppalco richiede il Permesso di costruire quando ha dimensioni non modeste e comporti una sostanziale ristrutturazione dell’immobile preesistente, ai sensi dell’art. 3 comma 1 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

Nel caso in cui l’immobile sia vincolato, inoltre, è necessario richiedere il nulla-osta alla Soprintendenza anche nel caso in cui la struttura sia eliminabile e considerata come un semplice arredo interno. 

Il tipo di permesso va valutato caso per caso da un professionista. Il progetto va poi presentato all’Ufficio Tecnico del proprio Comune.
A lavori ultimati è necessario presentare documentazione all’Ufficio del Catasto, per l’aumento della superficie calpestabile, della metratura disponibile e quindi per il diverso accatastamento dell’abitazione.

foto autore
Elena Liziero

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