Norme 2023 per ampliare la mansarda

Vuoi ampliare la tua casa o mansarda, per avere più spazi interni da vivere senza doverti trasferire? Ecco le principali norme per poter realizzare un ampliamento.

Ampliare la casa non solo è una scelta vantaggiosa per evitare il trasloco e aumentare il valore e il confort della tua abitazione, ma è una tendenza supportata dalle normative a livello regionale, che a loro volta seguono l’ambizioso obiettivo europeo di bloccare il consumo di suolo (entro il 2050) premiando il riuso. Ricordiamo inoltre che il costo di un ampliamento è inferiore a quello che dovresti affrontare vendendo la tua attuale abitazione per comprarne una più grande. Ecco una panoramica delle principali norme utili per progettare il tuo ampliamento dei sogni.

Piani casa o Leggi di rigenerazione urbana 2023 e ampliamenti

Prima di iniziare i lavori, devi verificare se l’ampliamento è possibile nella tua casa e quanto volume puoi aggiungere. In alcune regioni sono ancora attivi i Piani Casa, ecco quali sono e quali ampliamenti volumetrici consentono:

  • il Piano Casa Abruzzo, valido fino al 31 dicembre 2023, consente un aumento del 20% della superficie abitabile (per gli edifici a destinazione residenziale per almeno il 50%) con un tetto massimo di 200 metri cubi. 
  • il Piano Casa Marche, in vigore fino al 31 dicembre 2024, consente l’ampliamento degli edifici o singola unità immobiliare ad uso residenziale al massimo del 20% rispetto alla volumetria esistente, è previsto un ulteriore 15% se l’intervento prevede che vengano realizzate delle opere di miglioramento antisismico.
  • il Piano Casa Molise, attivo fino al 31 dicembre 2024,  consente un aumento volumetrico del 20%. Il premio aumenta al 30% con l’uso di tecniche innovative a risparmio energetico, un ulteriore bonus del 10% è riconosciuto se per i lavori di ampliamento vengono usati materiali tradizionali
  • Il Piano Casa Sicilia è attivo fino al 31 dicembre 2023, consente l’ampliamento degli edifici esistenti fino al 20%, sia residenziali sia a quelli a destinazione diversa
  • Il Piano Casa Sardegna, prorogato fino al 31 dicembre 2023, prevede un bonus volumetrico del 15% se riguarda un solo edificio, mentre nel secondo sale fino al 20%, con l’aggiunta del 5% se l’obiettivo dell’ampliamento o della ristrutturazione sarà anche quello di ridurre i costi energetici.

In tutte le altre Regioni o Province italiane sono stati create delle normative senza scadenza e/o delle Leggi per la Rigenerazione Urbana che generalmente consentono ampliamenti volumetrici, in alcuni casi anche sopraelevazioni. Oltre a queste normative ad ampio respiro, prima di iniziare il progetto, devi verificare se vi sono dei regolamenti comunali e/o se la tua abitazione ha dei particolari vincoli che possano impedire l’intervento di ampliamento o sopraelevazione.

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Fattore medio di luce e rapporto aeroilluminante per ampliamenti

Il tuo nuovo ampliamento, in orizzontale o come sopraelevazione, avrà bisogno di luce naturale, e questo avverrà attraverso l’apertura di nuove finestre. La normativa italiana richiede (dal lontano 1975) un fattore medio di luce diurna (FmLD) almeno del 2%, si tratta di un “rapporto, espresso in percentuale, tra l’illuminamento medio dell’ambiente e l’illuminamento che si ha nello stesso istante su una superficie orizzontale esterna esposta alla volta celeste con cielo coperto”. Questa grandezza è un requisito minimo obbligatorio di abitabilità e viene calcolato dai tecnici con software specifici.

Per il tuo nuovo ampliamento c’è un altro parametro da rispettare, sempre sulla luce naturale. La norma del 5 luglio 1975 stabilisce che, per qualsiasi tipo di abitazione, il rapporto aeroilluminante (RAI) ovvero il rapporto tra la superficie del pavimento e quella delle finestre, non deve essere inferiore a 1/8. Il RAI può essere diverso a livello sia regionale che comunale, quindi ti consigliamo di verificare questo dato presso l’ufficio tecnico del tuo Comune.

Una ricerca del prof. Federico Butera del Politecnico di Milano ha dimostrato che viene considerato luminoso un ambiente con FmLD superiore al 4%. Se il Fattore luminoso è inferiore, la stanza, anche se rispetta il limite del 2% stabilito dalla Legge del ’75, appare buia e otticamente sembra più piccola. Alla luce di questa ricerca, ti consigliamo di aggiungere più punti di illuminazione naturale possibili così la tua nuova stanza sembrerà otticamente più amplia, confortevole e, ovviamente, più luminosa.

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Permessi edilizi richiesti per un ampliamento: CILA o SCIA

Essendo i permessi un argomento complesso, ti consigliamo di avvalerti della consulenza di un professionista esperto. Principalmente sono due i permessi richiesti per un ampliamento, CILA o SCIA

Scia come permesso di costruire per ampliamento

Puoi presentare una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) per quasi tutti gli interventi che riguardano gli ampliamenti di:

  • ristrutturazione edilizia che porti a un organismo edilizio del tutto o solo in parte diverso dal precedente e che comporti modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti (ad esempio un ampliamento orizzontale)
  • ristrutturazione edilizia che, solo per gli immobili nei centri storici, comporti un cambio della destinazione d’uso
    (es. da ex loft industriale a mansarda)
  • interventi che comportino modifiche della sagoma di immobili sottoposti a vincoli (es. se chiudi un terrazzo in
    zona vincolata).

Ampliamenti che richiedono una Cila come permesso di costruire

La Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata) riguarda lavori di manutenzione più “leggeri”. Dovrai presentare una Cila solo se risistemi le stanze interne di un ampliamento ma senza aumentarne il volume, come ad esempio in caso di:

  • nuovi allacciamenti o rifacimento di fognature esistenti
  • riordino degli spazi interni con spostamento di tramezzi e divisori non portanti, la creazione di controsoffitti in cartongesso
  • opere di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione di uso, compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne (non devono riguardare le parti strutturali dell’edificio).
In caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento non si può accedere al Bonus ristrutturazioni; in caso di ampliamento su edificio esistente, la detrazione fiscale al 50% sarà applicabile solo sui lavori effettuati nella parte esistente della casa.

Bonus fiscali per lavori di ampliamento

I lavori di ristrutturazione su edifici esistenti beneficiano del Bonus ristrutturazione al 50%, ma l’ampliamento viene considerato una nuova costruzione. Per quanto riguarda gli interventi di nuova costruzione, essi sono generalmente esclusi dalle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni ed anche da altri Bonus come gli Ecobonus.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione fiscale Bonus ristrutturazioni al 50% non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una nuova costruzione. Se, invece, la ristrutturazione con ampliamento avviene senza demolire l’edificio esistente, la detrazione spetta solo ed esclusivamente per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento è considerato una nuova costruzione.

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Data:

Autore:

Elena Liziero
living
Realizzazione

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